Il conflitto mondiale

Lo sbarco degli alleati

La mattina del 9 settembre 1943 ai salernitani si offre uno spettacolo spaventoso: il mare è interamente ricoperto da un’enorme flotta. I militari approdano sulle spiagge a Nord e a Sud di Salerno, dalla costiera a Paestum. Mine disseminate sul terreno, spari dalle colline e dalla piana del Sele, attacchi con i carri armati. L’operazione non è affatto una passeggiata, ma alla fine, lentamente, gli alleati riescono a strappare terreno ai nazisti e a raggiungere Napoli, che nel frattempo è già insorta contro gli occupanti. Sono in tanti a versare il loro tributo di sangue e a sacrificarsi per la città. Fra i molti, Don Felice Ventura, parroco di Santa Margherita a Pastena, che si rifiuta di fuggire e sceglie di rimanere vicino ai fedeli, trovando con loro la morte sotto una pioggia di bombe. Anche il vescovo Nicola Monterisi, con stoico eroismo, decide di rimanere in città e di prodigarsi il più possibile per i meno fortunati.

Tappe salienti

Bombe sulla città

21 giugno 1943

Il 21 giugno 1943 Salerno subisce il primo vero bombardamento da parte degli alleati. Intere zone del centro storico vengono sventrate e i morti, secondo stime approssimative, sono circa 200. Da quel giorno inizia lo sfollamento. Chi può cerca di scappare nelle campagne limitrofe. Eppure fino a quel momento i salernitani non avevano mai pensato di rappresentare un bersaglio cruciale per le operazioni alleate. Gli aerei che sorvolavano la città scaricavano i loro ordigni su Napoli.

L'operazione Avalanche

9 settembre 1943

Da quel fatidico giorno i bombardamenti si susseguirono fino all’8 settembre, quando Badoglio annunciò l’armistizio. Intanto gli alleati organizzavano lo sbarco a Salerno, l’operazione anfibia più imponente, se si eccettua lo sbarco in Normandia.

Salerno capitale

11 febbraio – 15 luglio 1944

All’indomani dello sbarco del 9 settembre 1943, Salerno fu individuata come la sede più sicura per i lavori del governo, che si stabilì nel Salone dei Marmi, già sede del Consiglio Comunale, dal febbraio al luglio del 1944. Fra i grandi nomi che attraversarono le vie della città: Alcide De Gasperi, Benedetto Croce, Palmiro Togliatti. Proprio a quest’ultimo si deve la cosiddetta “svolta di Salerno”, in riferimento alla decisione del Partito Comunista di mettere da parte i contrasti con le altre forze politiche e aderire a un fronte unico, che ebbe come obiettivo prioritario la lotta al fascismo.

L'idea del Referendum

8 luglio 1944

Nell’ultimo atto ufficiale del Governo di Salerno, approvato all’unanimità e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio 1944, venne concepita l’idea di quello che divenne il Referendum istituzionale del 1946, il quale decreto il diritto al voto delle donne e la proclamazione della Repubblica.

Scenari

Testimonianze fotografiche